Fuoco ed estintori
Il triangolo del fuoco è fatto di combustibile, comburente (di solito l'ossigeno) e calore. Un incendio si spegne togliendo ossigeno o abbassando la temperatura; se si fa entrare aria in un locale in fiamme, l'incendio si alimenta. La combustibilità di un liquido dipende dalla sua temperatura di infiammabilità. Gli stracci unti abbandonati in vani poco ventilati possono scaldarsi da soli.
- Classi: A solidi, B liquidi infiammabili, C gas, E apparecchiature elettriche in tensione. L'acqua è pericolosa sui metalli e sugli impianti elettrici.
- Polvere: va bene per tutte le classi, compresi liquidi, gas e quadri elettrici.
- Schiuma: classi A e B, getto alla base delle fiamme, mai su impianti elettrici.
- CO2: liquidi e apparecchi elettrici, preferibile per C ed E; agisce per soffocamento, anche in locali chiusi. Su un principio d'incendio al VHF si usa la CO2.
- La sigla 13B indica classe di incendio e capacità estinguente. Tutti gli estintori devono essere omologati CE; si controlla che la lancetta del manometro non sia sul rosso.
Per le unità marcate CE numero e posizione degli estintori sono nel Manuale del proprietario; per quelle non CE, immesse sul mercato prima del 17 giugno 1998, li fissa il Regolamento di attuazione: almeno uno al posto di guida e uno per ogni altro locale.
Incendio a bordo
Non si accelera verso il porto. Si mettono le fiamme sottovento: se brucia a poppa si orienta la prua al vento, se brucia a prua si mette la poppa al vento. In caso di incendio al vano motore si chiude subito la valvola del carburante e le vie d'aria. Il getto va alla base della fiamma. Il comandante fa indossare i giubbotti e allontanare le persone; se l'incendio è grave prepara l'abbandono. Se succede in porto, si cerca di portare l'unità fuori.